Stati Generali del Movimento Celestiniano
Radici, presente e futuro di una comunità che accoglie
Una giornata che resterà nella memoria
Il 23 settembre 2025, nel silenzio raccolto del Convento di San Nicola ad Arischia, il Movimento Celestiniano ha vissuto un giorno che resterà inciso nella sua storia: i primi Stati Generali.
Non un semplice incontro, ma un momento di famiglia, di riconoscimento reciproco, di fraternità vissuta. Le parole che hanno guidato l’assemblea – “Con-solidarci insieme per crescere nella fraternità” – hanno trovato corpo nei racconti, nelle testimonianze, nei sorrisi e nelle lacrime condivise.
Vecchi e nuovi membri, giovani e veterani, rappresentanti di realtà partner, operatori e volontari si sono incontrati per la prima volta in un’assemblea comune. Ne è emerso un mosaico: ricordi delle difficoltà, goliardia che alleggerisce il cammino, testimonianze di rinascita, visioni di futuro.
Abbiamo riscoperto le nostre radici per camminare con più forza verso il domani.

Radici spirituali e memoria viva
Il Movimento Celestiniano nasce da una chiamata profonda: vivere l’eredità spirituale di Celestino V, il papa eremita che con la sua umiltà ha segnato la storia della Chiesa. A questa radice si affianca la memoria viva di Padre Quirino, che continua a essere guida silenziosa ma potente, ricordata da tanti con gratitudine.
Padre Quirino è con noi. Sempre.
Negli Stati Generali il suo nome è risuonato più volte, nei racconti, nei sorrisi, nelle lacrime di chi lo ha conosciuto. Non è stato un semplice compagno di strada, ma la guida spirituale che ha saputo incarnare l’eredità di Celestino V nel nostro tempo.
La sua è stata una vita donata agli altri: nella preghiera, nell’ascolto, nell’impegno concreto. Ha dedicato anni alla ricerca sulla figura di Celestino V, affinché il messaggio di umiltà, pace e fraternità non restasse confinato nei libri di storia, ma diventasse cammino vivo per ciascuno di noi.
Padre Quirino aveva uno sguardo speciale per i giovani: li ascoltava, li incoraggiava, li accompagnava. Credeva che fossero loro il seme di un futuro più giusto e fraterno, ed è per questo che oggi, vedendo tanti giovani presenti nel Movimento, possiamo dire che il suo sogno continua a germogliare.

Ricordarlo non significa fermarsi alla memoria, ma portare avanti il suo testimone: continuare a costruire una comunità dove nessuno è escluso, dove la fraternità è stile di vita, dove Celestino e la sua “grande rinuncia” parlano ancora al mondo.
Dal ricordo alle mani operose: le attività che danno vita al Movimento
Gli Stati Generali hanno offerto l’occasione per guardare dentro al Movimento Celestiniano e alle tante realtà che, come fili di un tessuto, ne compongono l’identità. È emerso con chiarezza che il Movimento non è mai stato un singolo progetto, ma una rete di volti, associazioni e iniziative, tutte animate dalla stessa fiamma: l’accoglienza, la solidarietà, la cultura, la condivisione.
Il Centro Studi Celestiniano e le radici culturali
Il Centro Studi Celestiniano è stato il seme da cui molto è germogliato. Dalle sue ricerche e dal suo impegno sono nate iniziative che hanno segnato la storia recente della città:
- il Fuoco del Morrone, simbolo del cammino di Celestino, custodito e portato avanti dal presidente Floro Panti;
- la Perdonanza Celestiniana, oggi riconosciuta dall’UNESCO come Patrimonio Immateriale dell’Umanità, grazie al lavoro appassionato di Massimo Alesii;
- il Cammino del Perdono, itinerario spirituale che unisce luoghi e persone sotto il segno della riconciliazione, guidato dal presidente Enrico Diamanti.
Sono iniziative che tengono viva la memoria di Celestino V e la traducono in esperienza comunitaria e popolare, unendo fede, cultura e cittadinanza.
Fraterna Tau e la Mensa di Celestino
Con il suo impegno silenzioso e costante, Fraterna Tau porta avanti l’anima più concreta della carità: la Mensa di Celestino, l’accoglienza di chi non ha casa, il sostegno quotidiano a chi bussa. È il volto fraterno che non lascia mai soli gli ultimi.
Ogni giorno, circa 50 persone senza dimora trovano un pasto caldo, un sorriso, un nome con cui essere chiamati. Per le famiglie vulnerabili – spesso con bambini piccoli o residenti lontano dal centro – il servizio si traduce in buste settimanali di viveri, che raggiungono stabilmente 60 nuclei familiari.
Dietro i numeri ci sono i volti di 40 volontari attivi, che dal 2000 rendono possibile questo impegno quotidiano, trasformando la fatica in dono. La Regione Abruzzo sostiene con un finanziamento annuale questa attività, riconoscendone il valore sociale.

Dalla mensa alla lotta contro la povertà energetica
Col tempo la mensa non si è fermata al cibo. È diventata anche presidio contro la povertà energetica, prendendosi cura delle bollette di famiglie in difficoltà.
Dal 2025, grazie a un progetto sperimentale con il Banco dell’Energia, si sostiene 134 famiglie: non solo saldando le utenze arretrate, ma anche sostituendo elettrodomestici obsoleti con apparecchi di classe energetica più efficiente.
È in fase di avvio anche un “punto energia domestica”, dove operatori ed esperti aiuteranno le famiglie a gestire meglio i consumi, rendendo le case più sostenibili.

Mani Tese: accoglienza dei minori
Una realtà preziosa è la casa famiglia Mani Tese, che oggi accoglie 20 minori non accompagnati. Ragazzi e ragazze arrivati da lontano, spesso dopo viaggi difficili e traumi profondi, qui trovano non solo protezione, ma una casa, relazioni affettive stabili, tutela e un percorso educativo personalizzato.
Accoglienza significa per loro sostegno scolastico, corsi di lingua italiana, orientamento ai servizi, attività di integrazione nella comunità e accompagnamento quotidiano verso l’autonomia. È un lavoro paziente che trasforma la fragilità in possibilità di crescita e futuro.
Basiliade: il laboratorio sociale
Cuore sociale e operativo, Basiliade, guidata dal presidente Cesare Salvatori, è un laboratorio di aiuto concreto e di imprenditoria sociale a forte componente femminile e giovanile: oltre il 50% dei soci lavoratori sono donne e oltre il 50% under 35, molti con formazione universitaria e post-universitaria in ambito sociale, educativo, psicologico, economico e giuridico.
Basiliade opera su più livelli:
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Accoglienza e supporto a 40 nuclei familiari di donne sole, spesso vittime di tratta, sfruttamento o violenza, anche con figli minori, con percorsi personalizzati di tutela e autonomia.
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Accoglienza di 6 famiglie profughe ucraine, con accompagnamento all’inserimento abitativo, scolastico e lavorativo.
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Inclusione lavorativa per 20 giovani (NEET e soggetti svantaggiati) attraverso progetti realizzati con Fondo Forma.Temp e Fondazione Gi Group.
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Sportello di ascolto non medicalizzato per adolescenti e giovani fino a 24 anni, in collaborazione con il Comune dell’Aquila, per prevenzione, orientamento e invio ai servizi.
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Programmi educativi nelle scuole abruzzesi sui temi di malnutrizione infantile e cambiamento climatico, in partnership con Azione Contro la Fame.

Un dato importante racconta il volto di Basiliade: il 50% dei soci lavoratori sono donne e oltre il 50% ha meno di 35 anni. Un segno che la cooperazione qui ha il volto giovane e femminile, ed è proprio da questa energia che nasce il futuro.
L’Aquila che ci sostiene
Il Movimento Celestiniano e L’Aquila sono legati da un vincolo profondo. La città ha sofferto, ha lottato, ha creduto in noi anche quando altri ci spingevano ad abbandonare.
Non abbiamo lasciato questa terra, e oggi ogni iniziativa è anche un atto di amore e restituzione. Come ricordato negli interventi: «Non possiamo abbandonare questa città, perché questa città ha creduto in noi.»
Gli Stati Generali non sono stati un punto di arrivo, ma una tappa di rilancio.
- Più giovani, più famiglie, più reti: il futuro si costruisce allargando la comunità.
- Il Cammino del Perdono: occasione di pellegrinaggio e di incontro, da vivere anche in vista del Giubileo.
- Progetti sociali innovativi: dal punto energia ai servizi per le donne, dall’accoglienza all’integrazione.
- Una casa di fraternità: restare sempre aperti, disponibili, accoglienti.
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