29 ottobre 2025
Articolo tratto da “Il Centro – Quotidiano dell’Abruzzo”
di Fabio Iuliano

NUOVA EMERGENZA – LE STORIE DEL SILENZIO
Richiedenti asilo senza casa: in 25 dormono all’aperto
Stazionano davanti alla sede della prefettura in attesa di conoscere il loro destino.
Niente visite mediche, ferite e sintomi riconducibili a infezioni: rischio sanitario
di Fabio Iuliano
L’AQUILA.
La dignità che si fa tappeto davanti alla prefettura dell’Aquila. Uomini e ragazzi stesi per terra con coperte, cartoni e sacchi a pelo, a pochi metri dall’ingresso degli uffici di via Madonna del Ponte. Sono 25 richiedenti asilo senza casa, arrivati in città dopo essere usciti dal circuito dell’accoglienza, e che ora dormono all’aperto.
La loro permanenza davanti all’edificio della prefettura è iniziata da giorni, in una sorta di presidio silenzioso, nella speranza che la burocrazia faccia il suo corso e che arrivi presto una nuova sistemazione.
Tra loro ci sono giovani che parlano inglese e francese, qualcuno proveniente da Gambia, Mali, Costa d’Avorio, ma anche da paesi dell’Est. Alcuni presentano ferite o sintomi di infezioni cutanee, nessuno ha potuto effettuare visite mediche o ricevere assistenza sanitaria di base.
«La situazione è critica» spiegano alcuni operatori sociali che seguono i migranti sul territorio aquilano. «Queste persone non hanno più un tetto, dormono all’aperto, si lavano con l’acqua delle fontanelle e non hanno cibo sufficiente».
Sette anni fa — nel 2018 — la stessa scena si era già ripetuta: allora erano in dieci, accampati davanti alla prefettura dopo la chiusura di alcune strutture di accoglienza.
Oggi la situazione si ripresenta con numeri più alti e in un contesto più difficile: i posti disponibili nel sistema Sai e nel circuito straordinario sono esauriti, e molti progetti hanno tempi di riattivazione lunghi.
Gli operatori del Centro Astalli, della Caritas e della Fraterna Tau si sono mossi per portare aiuti di prima necessità — coperte, acqua e generi alimentari —, ma la risposta istituzionale è ancora in attesa.
«Abbiamo segnalato il caso alle autorità competenti» spiegano i volontari. «È necessario trovare subito una soluzione anche temporanea, perché dormire per terra con queste temperature significa mettere a rischio la salute».
In alcune città italiane situazioni simili hanno portato a focolai di infezioni e malattie. Qui all’Aquila, nonostante l’impegno dei volontari, nessun intervento concreto è stato ancora disposto.
Le persone restano così accampate davanti alla prefettura, in attesa di sapere se e quando potranno essere accolte in una struttura. Nel frattempo la città osserva in silenzio, mentre le notti diventano sempre più fredde.
Coperte, cibo, sacchi a pelo: la città che aiuta
Gara di solidarietà, in prima fila la Fraterna Tau. Giorgi: “Di notte non ci sono spazi per accogliere”
L’AQUILA.
Le comunità aquilane non restano indifferenti. Davanti alla drammatica situazione dei richiedenti asilo che dormono all’aperto davanti alla prefettura, si è subito attivata una gara di solidarietà.
Coperte, cibo caldo, bevande e sacchi a pelo sono arrivati grazie alla mobilitazione spontanea di cittadini e associazioni, con la Fraterna Tau in prima fila nel coordinamento degli aiuti.
«Non potevamo restare fermi – spiega Paolo Giorgi, responsabile della Fraterna Tau –. Siamo intervenuti subito portando cibo e bevande calde, poi abbiamo cercato di garantire almeno un po’ di conforto con sacchi a pelo e coperte. La situazione è difficile, perché di notte non ci sono spazi di accoglienza disponibili, e le temperature iniziano a scendere».
Secondo Giorgi, il problema non è solo di emergenza immediata, ma anche di sistema: «Bisogna individuare una struttura temporanea che possa ospitare queste persone finché non verranno collocate nelle strutture ordinarie. Non possiamo permettere che restino per strada, sotto la pioggia, davanti alla prefettura».
Intanto la catena di solidarietà continua: gruppi di volontari, associazioni e semplici cittadini si stanno alternando per portare aiuti e monitorare la situazione, nella speranza che arrivi presto una soluzione stabile.
RESTA AGGIORNATO
Iscriviti alla nostra Newsletter
Lascia un Commento
