Padre Quirino: “Non litigare su Celestino, la Perdonanza è di tutti!”

2023-12-07 pquirino-san basilio

“Stiamo litigando sul primato di possesso di Celestino V. Ma Celestino è di tutti. La Perdonanza è partita dall’Aquila, ma è diretta all’universo”. Questo l’ammonimento di Padre Quirino Salomone, frate francescano, giornalista e studioso di cose celestiniane, per oltre vent’anni rettore della Basilica di Santa Maria di Collemaggio, nell’ambito della tavola rotonda “L’Aquila e Sulmona: quale Perdono?” organizzata nell’ambito della rassegna eventi “Natale al Monastero di San Basilio”.

Obiettivo dell’iniziativa, cominciare a superare una dicotomia atavica e non più giustificabile tra L’Aquila, sede della Basilica di Collemaggio dove Celestino fu incoronato e dove si celebra da 729 anni la Perdonanza, e Sulmona e la Valle Peligna, dove il santo eremita visse e operò in gran parte della sua esistenza. E un primo traguardo di pacificazione in tal senso sarà il varo annunciato di iniziative comuni, in vista dell’edizione 2024 dell’evento celestiniano. All’incontro hanno preso parte il giornalista e scrittore Angelo De Nicola, degli Amici di San Basilio; Giulio Mastrogiuseppe dell’Associazione Celestiniana Sulmona; e Fabio Maiorano, deputato di Storia patria abruzzese. La moderazione è stata curata dal giornalista Giovanni Ruscitti.

“Nel 1983, quando nacque il Centro studi Celestiniani, la mia soddisfazione era vedere in piazza duomo gli stendardi sia dell’Aquila che di Sulmona – ha ricordato Padre Quirino – Celestino può essere nato ovunque, ma è di chi lo vuole ascoltare. È un maestro di vita, è un buon consigliere che desiderava si vivesse in pace”. Salomone è tornato anche sul concetto di Giubileo imposto dal Papa del Perdono con la sua Perdonanza, diversificandolo in modo netto dall’idea di indulgenza. “Celestino fa un’ordinanza di perdono e dice: vi voglio in pace. Non si riferiva solo ai peccati. Una volontà di giubileo che, invece, oggi viene ammansita nel concetto di indulgenza – ha fatto notare – L’indulgenza può averla chiunque in privato, manca piuttosto il coraggio di perdonarsi gli uni gli altri. Questo era il fascino di Celestino!”.

Non è mancata una critica alla città dell’Aquila, che Papa Francesco – nella sua storica visita del 2022 – ha definito “Capitale del perdono”. “Tutti dovrebbero scendere in piazza e darsi la mano e perdonarsi – ha proseguito Salomone – Invece il 90 per cento degli aquilani è in lite: o hai denunciato qualcuno o qualcuno ti ha denunciato. In queste condizioni, come si fa a chiamarla Capitale del perdono?”. Padre Quirino si è soffermato anche a fare un ritratto della figura celestiniana, affermando che “aveva una volontà ferrea, tale da tenere in mano le curie e i regni, mai disse mezza parola in obbedienza a Carlo D’Angiò o alla Curia di Roma. Era un uomo terribilmente libero in mezzo a tante difficoltà e perché no, tanti errori, perché i santi non sono perfetti – ha rimarcato – L’analisi che fece dell’andamento della Chiesa era saggia: questa Cristianità non funziona, manca che i fedeli siano d’accordo e in pace. La parola del perdono di Assisi costituì sempre il leitmotiv della sua spiritualità, di qui la Perdonanza”. Al termine della manifestazione, nel concerto “Laetitia Adventi” il Maestro organista Luciano Bologna si è esibito suonando l’organo settecentesco, recentemente restaurato, del monastero di San Basilio.

 

Father Quirino: “Don’t argue about Celestine, Forgiveness belongs to everyone!”

“We are arguing about Celestino V’s record of possession. But Celestino belongs to everyone. Forgiveness started from L’Aquila, but is directed to the universe.” This is the warning of Father Quirino Salomone, Franciscan friar, journalist and scholar of Celestine things, rector of the Basilica of Santa Maria di Collemaggio for over twenty years, as part of the round table “L’Aquila and Sulmona: what forgiveness?” organized as part of the “Christmas at the Monastery of San Basilio” event series.

The aim of the initiative is to begin to overcome an atavistic and no longer justifiable dichotomy between L’Aquila, home to the Basilica of Collemaggio where Celestine was crowned and where Perdonanza has been celebrated for 729 years, and Sulmona and the Peligna Valley, where the hermit saint lived and worked for most of its existence. And a first goal of pacification in this sense will be the announced launch of joint initiatives, in view of the 2024 edition of the Celestine event. The journalist and writer Angelo De Nicola, from the Friends of San Basilio, took part in the meeting; Giulio Mastrogiuseppe of the Celestiniana Sulmona Association; and Fabio Maiorano, deputy of Abruzzo homeland history. The moderation was handled by the journalist Giovanni Ruscitti.

“In 1983, when the Celestine Studies Center was born, my satisfaction was seeing the banners of both L’Aquila and Sulmona in the Piazza Duomo – Father Quirino recalled – Celestine may have been born anywhere, but he belongs to those who want to listen to him. He is a teacher of life, he is a good counselor who wanted us to live in peace”. Solomon also returned to the concept of the Jubilee imposed by the Pope of Forgiveness with his Pardon, clearly diversifying it from the idea of indulgence.

“Celestino makes an ordinance of forgiveness and says: I want you in peace. He wasn’t just referring to sins. A desire for jubilee which, however, today is tamed in the concept of indulgence – he pointed out – Anyone can have an indulgence in private, what is lacking is the courage to forgive one another. This was Celestino’s charm!”.

There was no lack of criticism of the city of L’Aquila, which Pope Francis – in his historic visit in 2022 – defined as the “Capital of Forgiveness”. “Everyone should take to the streets and shake hands and forgive each other – continued Salomone – Instead 90 percent of the people of L’Aquila are in dispute: either you have reported someone or someone has reported you. Under these conditions, how can you call it the Capital of Forgiveness?”. Father Quirino also stopped to paint a portrait of the Celestine figure, stating that “he had an iron will, such as to hold the curiae and kingdoms in his hands, he never said half a word in obedience to Charles of Anjou or the Curia of Rome. He was a terribly free man in the midst of so many difficulties and why not, so many errors, because the saints are not perfect – he remarked – The analysis he made of the progress of the Church was wise: this Christianity does not work, the faithful lack in agreement and at peace. The word of forgiveness from Assisi always constituted the leitmotif of his spirituality, hence Forgiveness”. At the end of the event, in the “Laetitia Adventi” concert, the master organist Luciano Bologna performed playing the recently restored eighteenth-century organ of the monastery of San Basilio.